È davvero un peccato che chi ama lo sport e chi ama il basket non abbia la possibilità di vivere la magia che la progresso basket femminile di Bologna sta regalando a coloro che con grande passione amore la seguono e ne vivono le gesta.

Quello che sta avvenendo è in effetti una straordinaria magia è una storia da raccontare.

È la storia di come si costruisce una squadra indipendentemente da quali siano gli obiettivi che si vogliono realizzare. Gli stessi elementi che se messi in campo renderebbero straordinario un gruppo di lavoro, un’azienda, un equipaggio di una nave o qualsiasi altro aggregato di persone.

Partiamo dall’inizio…

Le ragazze della progresso basket Le atlete di Bologna non hanno potuto vivere il sogno che si erano conquistati sul campo lo scorso anno di militare nella massima serie italiana di pallacanestro, ma questo è storia.

L’anno in corso appariva in salita e per avere perso e alcune giocatrici fondamentali del quintetto base capace di vincere lo scorso campionato.

L’arrivo di un nuovo coach e la necessità di portare avanti una storia di successo complicavano ulteriormente le cose. Le aspettative erano alte e l’incertezza altrettanto: a fare i conti con la bilancia i valori in campo erano davvero diversi da quelli della precedente stagione.

Eppure molti sapevamo che le ragazze avevano un gran carattere e una grande tempra ma viste le premesse un buon campionato da metà classifica sarebbe stato più che sufficiente.

Purtroppo la magia è magia e questo è solo l’inizio della storia.

Mentre scrivo queste righe le ragazze della Progresso hanno appena vinto la semifinale della coppa Italia di A2 e si apprestano a giocare nella giornata di domani la loro finale.

La loro maglietta tradizionale dell’anno, che riportava l’esortazione “defend the land” si era da poco trasformata in” defend the bee”, in onore della loro fortissima compagna da poco infortunatasi e che aveva ulteriormente creato difficoltà nel quintetto e. Quando a metà stagione perdi una compagna super talentosa, forte fisicamente e capace di creare un collante incredibile nello spogliatoio le cose si complicano ancora di più. Ma la magia è magia, come si sa. Questo infortunio e questa difficoltà non hanno fatto altro che prendere il loro ingrediente misterioso e renderlo ancora più grande, potente e permeante.

Durante la stagione, infatti, i punti macinati erano talmente tanti da fare immaginare che quella media da 70 80 punti ogni gara che facevano assomigliasse di +1 risultato americano che ha una italiano.

L’intensità, la forza difensiva, la determinazione in attacco ma specialmente il fatto che i punti erano distribuiti nelle mani di tutte le atlete le hanno rese davvero difficili da contenere per chiunque.

Talune volte, mentre le guardavo lottare sul campo, mi veniva da pensare che se a Sparta si fosse giocato a pallacanestro si sarebbe giocato così

Ora le ragazze di Bologna, non solo stanno per giocarsi le loro finale di coppa Italia così ambita ma sono anche al vertice della classifica della loro categoria e se la giocano, un’altra volta, per la promozione. Ma anche tutto questo non è particolarmente sorprendente se non fosse nel modo in cui tutto questo è costruito.

Tutto questo è costruito attraverso una magia che non puoi trovare nella competenza strepitosa che le ragazze hanno nel giocare alla pallacanestro. Tutto questo non deriva solo dal talento che in ognuna di loro è diverso ma che ritrovi presente ed in modo chiaro in tutte, anche se per tutte ha manifestazioni diverse. Quello che le ragazze di Bologna hanno più di chiunque altro è la capacità di essere per davvero una squadra. Mi riferisco al fatto che quelle atlete hanno una incredibile capacità di gestire l’errore e portarlo spalla in 12, quando avviene, senza sentirne il peso; hanno la capacità di vivere il talento di ognuna di loro con la gioia della contribuzione che questo dà alla costruzione del risultato e senza alcuna invidia personale; hanno la capacità di guardarsi negli occhi e soffrire buttandosi per terra sapendo che nessuna di loro si tirerebbe indietro in nessuna condizione; hanno la certezza che loro coach è arrivato restituendo a coloro che ne avevano bisogno la fiducia nei propri mezzi e la certezza di essere parte di qualcosa di più grande e la sicurezza di avere qualcuno sempre disposto a correggerti aiutarti e incitarti senza mai puntarti il dito addosso.

Hanno la gioia e la passione di uno staff tecnico costruito sulla base della voglia di creare qualcosa che si possa ricordare e non per pura professione. Hanno la dedizione e l’amicizia e il supporto del loro tifo come non si vede nessun palazzetto di Italia.

La capacità di emozionarsi ed emozionare in direzione del risultato collettivo e non nella ricerca edonistica della propria gratificazione personale rende queste atlete magiche e questa squadra una storia da raccontare per molti anni.

È un peccato che voi non possiate vederle per capire quanto c’è in queste 12 ragazze e del loro coach nell’affrontare squadre più forti, blasonate, preparate, strutturate, coccolate e sicuramente meglio pagate.

È un peccato che voi non possiate guardarle negli occhi quando le loro paure soggettive diventano con n magia la loro forza collettiva. È un peccato per chiunque non ne abbia la possibilità perdere l’occasione di capire che lo sport non è una palla che va di qua e la nel campo ma lo spirito comune che lega le anime di alcune persone in modo indelebile e duraturo.

È un peccato perché in tutto questo c’è la massima espressione dello sport e c’è la grandezza di ciò che significa trasformare la passione in risultato.

Le ragazze del basket di Bologna sono un esempio e una lezione per tutti coloro che vogliono trasformare alcune persone in un esercito capace di sconfiggere qualsiasi avversario; anche gli infortuni, anche gli stenti, anche le sofferenze, anche le paure e più di tutti anche l’incertezza della partita che arriverà con l’unica certezza che verrà affrontata da una squadra vera e solida come il marmo e che quando una squadra così nessun avversario può scendere in campo pensando che sarà una passeggiata.

Ma si sa… La magia è magia!