Cosa è l’empatia e come contribuisce a creare collante e risultati all’interno di una squadra?

Conoscendo da molto tempo e sempre di più l’ambiente sportivo Italiano mi rendo conto che l’intelligenza emotiva non solo è uno strumento necessario per rendere appagante e piena la vita delle persone, ma contiene alcune competenze necessarie a sviluppare i risultati che una squadra si aspetta di ottenere.

Scrivo questo post con una emozione di tristezza mista a rabbia.

Credo che la potremmo chiamarla indignazione anche se non ne sono sicuro e questo per aver visto l’ennesima volta l’incapacità di alcuni rappresentanti dello sport italiano nel comprendere le emozioni dei propri atleti.

Sto parlando dell’empatia, che è una competenza fondamentale dell’intelligenza emotiva.

L’empatia è la capacità di capire le emozioni degli altri e di connettersi a loro per permettergli di ottenere una trasformazione emotiva più funzionale ed appropriata.

Se ci fermiamo a pensare, quale competenza è più importante per creare un team, una squadra, un gruppo in grado di sviluppare performance di eccellenza?

La mia opinione è: nessuna. Non c’è nessun altra competenza più efficace, potente e forte di questa per creare connessioni di squadra. Eppure vi posso garantire che pochissime squadre hanno coach che dispongono della capacità di connettersi alle emozioni dei proprio giocatori, e spesso questo avviene anche in altri campi ed altri ambiti come la scuola o le aziende.

Non dovrebbe essere un problema assoluto il fatto di disporre di poca intelligenza emotiva, ma chiunque faccia l’allenatore, il giocatore o l’insegnante non può non disporre di questa capacità, viceversa ha sbagliato mestiere. Forse questa non è una competenza chiave per certe professioni, forse, ma di sicuro è la prima cosa che serve per poter comprendere cosa avviene nella testa e nel cuore di un atleta mentre fatica nella preparazione di una gara, un campionato o addirittura mentre prova a costruire le proprie risorse per partecipare a un’olimpiade e quindi deve rimanere su un progetto per molto tempo.

Sfortunatamente nella mia esperienza pochissimi allenatori che ho conosciuto hanno questa caratteristica ma tutti quelli che ne dispongono hanno ottenuto risultati incredibili.

Attenzione, non mi sto riferendo ai risultati di breve periodo, quelli possono anche arrivare puntando tutto sulla tecnica, la fisicità e cogliendo l’attimo che la vita ti offre, bensì al successo che dura del tempo.

Per un progetto che consolidi relazioni profonde e che sia capace di creare uno zoccolo duro all’interno di una squadra, l’esercizio dell’empatia è una delle caratteristiche fondamentali che chi guida quella squadra deve avere. Capisco che questo post apre molte considerazioni in merito all’ambiente, alle aspettative della proprietà di una squadra, al comportamento dei tifosi così via. Tuttavia credo che non esista allenatore vincente che non abbia dedicato grande parte della sua vita del suo tempo all’esercizio di questa dote che il cielo gli ha regalato o che si è costruito con il duro lavoro, lo studio e il sacrificio.

E tu? Sei esercitare l’empatia o fai leva solo sulla simpatia?

Conosci la differenza fra un concetto e l’altro oppure ti lasci andare all’artigianato delle relazioni?

Conosci esercizi o situazioni che sviluppano la tua capacità di esercitare l’empatia?

Queste sono tutte domande fondamentali per ottenere la capacità di entrare profondamente in contatto con gli altri e costruire una squadra vincente.

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