Diffidate sempre da chiunque vi racconti che la fortuna non è uno degli elementi fondamentali del successo. Lo è.

Questa verità purtroppo è solo una parte del problema e ci spinge ad essere fatalisti.
In effetti, il nocciolo della questione non sta nel valutare se la fortuna sia o non sia uno degli elementi centrali per la costruzione di una storia personale fatta di soddisfazioni e di successo, il punto sta nel capire se la fortuna è qualcosa che possiamo crearci, sviluppare ed esercitare.
In effetti è plausibile che ci siano persone che nascono con una buona dose di fortuna ereditaria o genetica. Basti a pensare alle persone che nascono in posti più agiati di altri oppure in condizioni sociali favorevoli. Vero è che, anche in questo caso, qualcuno potrebbe contestare che essere benestanti o agiati non è necessariamente l’unico elemento per definirci fortunati. Accetto l’ipotetica contestazione e rilancio.
Ci sono persone che paiono disporre della fortuna del mitico Gastone da Paperopoli in modo automatico. Intendo proprio in tutto! Nella finanza, in amore, nel lavoro, nella salute…. Mah! Beati loro!
Per tutti gli altri, me compreso, c’è da chiedersi se la fortuna sia qualcosa che può essere esercitata o praticata.
Nell’esplorazione e nell’analisi dei comportamenti e del modo di vivere delle persone che potremmo considerare estremamente fortunate ci sono alcuni atteggiamenti, approcci e azioni che tracciano un filo comune.
Due attitudini in particolare meritano di essere approfondire poiché appaiono più critiche degli altri elementi ed in particolare sembrano essere capaci di attrarre ed allenare ciò che chiamiamo fortuna.
Ma più di questo, queste due attitudini possono essere allenate e sviluppate come un muscolo!!!
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Il primo è lo spirito avventuroso e l’enorme voglia di sperimentare nuove vie per la realizzazione del proprio progetto di vita che queste persone hanno, godendo dei successi e accettando le sconfitte che derivano dall’esplorazione; in qualche modo trovano sempre godimento nella sperimentazione stessa e non nel risultato che ne deriva. Esercitarsi, applicarsi, ripetere nuove sperimentazioni fornisce stimoli meravigliosi.
Quindi, regola uno: essere avventurosi e curiosi e non smettere mai di nuovi stimoli e nuove prospettive all’interno del proprio progetto.
Il secondo atteggiamento, quello che marca una grande differenza da questo punto di vista, è l’atteggiamento positivo verso le cose.
Ognuno di noi vive una vita fatta di sorprese positive ed eventi negativi, di gioie e dolori, di sole e tempeste, eccetera…
Per chiamare la fortuna ed attrarre situazioni ed eventi che potremmo definire positivi, il grande segreto è riuscire a sorridere anche di fronte alle più grandi avversità.
Ho riscontrato questa forza nelle persone più incredibili che ho conosciuto: la capacità di esercitare l’ottimismo anche nei momenti più difficili, di fronte alle sfide più grandi della vita è una delle caratteristiche che accomuna le persone di successo o che considereremo fortunate.
Il sorriso è una scelta. Sorridere non è un gesto automatico o involontario. Sorridere è qualcosa che possiamo decidere di fare, anche di fronte a grandi dolori o grandi sconfitte.
L’effetto che un sorriso riesce a generare è incredibilmente produttivo, sia per quanto riguarda la capacità di attrarre altre persone e quindi focalizzare l’attenzione e la volontà degli altri di avvicinarsi a noi, come pure per la sua funzione di analgesico e antidolorifico verso le emozioni non piacevoli che gli eventi infausti generano a noi stessi.
Sorridere non significa fare finta che il dolore non ci sia o che le difficoltà siano già sparite. Sorridere significa che abbiamo voglia di affrontare le difficoltà come se fossero una nuova avventura e una nuova sfida.
Sorridere significa accettare gli altri e accettare noi stessi.
Sorridere significa chiamare a raccolta le energie che abbiamo intorno a noi per aiutarci a risolvere problemi e difficoltà.
Quindi, regola due: sorridi! 
Anche in mezzo alle difficoltà, anche col dolore, anche controvoglia.
Sorridi.
E per citare qualcuno che ha fatto dell’ottimismo e dell’atteggiamento il proprio destino e quello di un intero popolo, ricorda che
“La vita non è aspettare che passi la tempesta, la vita è imparare a danzare sotto la pioggia” Ghandi