Quello che mi è successo negli ultimi giorni ha dell’incredibile. Non solo per il fatto che mi sono confrontato con la tecnologia e le sue implicazioni rimanendone basito, ma perché, se mai ce ne fosse stato bisogno, ho avuto modo di apprezzare e addirittura di sorprendermi della competenza e della disponibilità delle forze dell’ordine e della Benemerita Arma dei Carabinieri nello specifico. Ma partiamo dall’inizio.

Il film inizia in un albergo commerciale della provincia di una metropoli italiana… La mattina, dopo aver pernottato a seguito di una giornata di lavoro, mi trovai a lasciare l’albergo con tranquillità per recarmi nell’azienda cliente poco distante dalla struttura alberghiera. La giornata di lavoro si svolse in modo interessante e con molti stimoli: una di quelle giornate vissute intensamente e velocemente. Il rientro a Bologna si rivelò tranquillo permettendomi di finire la serata in palestra a rilassarmi un poco. Rientrato a casa ebbi il desiderio di leggere qualche quotidiano, per informarmi dei fatti del giorno, utilizzando lo strumento che prediligo: il mio iPad. Fu in quel momento che, pur senza aprire la mia 24ore mi comparse nella mente l’immagine dell’apparato abbandonato sul comodino della camera del mio albergo! La verifica non fece che confermare il mio timore. Avevo lasciato l’iPad in albergo. Ma come si dice la speranza è l’ultima a morire e mi tornò alla memoria una applicazione interessante propria degli apparati Apple dal nome “find my iPhone”, trova il mio iPhone. La funzione è individuare il proprio apparato su una mappa di google proprio in caso di furto o smarrimento. Non avevo mai usato l’app e quello era il momento migliore. Dal mio smartphone lanciai il programma che iniziò subito a cercare gli apparati. Quello che accadde poi confermò le mie paure. La device veniva segnalata in un opificio a qualche chilometro dall’albergo nel quale lo avevo lasciato. Utilizzando le funzioni previste prima di tutto bloccai l’iPad con un codice perché non venisse spento. Dopodiché iniziai a scrivere messaggi che sono visualizzati dall’apparato stesso suggerendo a chi lo aveva preso di riportarlo in hotel. Io non ero per nulla certo che l’iPad fosse davvero in quel luogo e nemmeno che fosse nelle mani di qualcuno ma, sapete com’è, speravo che con un po di fortuna avrei ottenuto ascolto. Nulla.

La mattina successiva decisi di chiamare l’albergo per raccontare l’accaduto. Come era intuibile, il gentilissimo addetto alla reception si prese qualche minuto per verificare chiedendo al personale. Dopo poco mi richiamò dicendo che nessuno sapeva nulla. Il mio iPad era perso. Per un attimo fui tentato di cancellare ogni dato, cosa che si può fare in remoto. Non so nemmeno perché ma non lo feci ancora. Verso il mezzogiorno, mentre mi recavo presso un’azienda, decisi di sporgere comunque denuncia di smarrimento. La polizia postale, contattata su suggerimento di un amico, mi esortò a chiamare immediatamente il punto di polizia più vicino per farmi recuperare l’apparato. Mi sembrò strano e non pensavo di trovare tanta disponibilità. Dopo qualche vicissitudine a trovare il numero del comando dell’Arma più vicina al luogo segnalato dalle mappe, un gentilissimo Carabiniere mi chiede di inviare le mappe, via mail, del luogo dove si trova il mio apparato. Lo faccio immediatamente e poco dopo il militare mi chiama dicendo di rimanere in contatto, a disposizione telefonica, poiché avrebbero fatto un controllo direttamente nel luogo individuato. Dopo circa un’ora, colui che si qualifica come il Comandante della stazione mi chiama e mi informa che presso il magazzino nel quale si trovano è tutto a posto e nulla fa sospettare ci possa essere merce trafugata. Per un eccesso di scrupolo, credo, mi chiede se è possibile inviare qualche segnale sonoro sull’apparato. Lo verifico e rimango basito nello scoprire che questo è possibile e che il suono esce anche con l’iPad silenziato! Eseguo il comando e il comandante mi prega di continuare a farlo e attendere qualche minuto…

Passa un’altra mezz’ora buona e io ormai mi convinco che il mio iPad è andato. Non con poca sorpresa quello che accade dopo mi colpisce. Il comandante mi chiama, con una voce determinata, disponibile e simpatica e dice testualmente: “Senta, ha già con lei la denuncia di furto del suo iPad? Perché io ho con me l’apparato e ho arrestato il trafugatore. Ora sto andando in caserma e può venire a prendere quando vuole l’apparato ma… venga lei, perché mi deve offrire un caffè!”. Completamente senza parole rispondo: “Comandante, altro che caffè, le offrirò almeno il pranzo!!!”. La voce sorridente del comandante mi saluta e io rimango a pensare a quanto questa storia mi insegna diverse cose. La prima è che ci sono persone al mondo che fanno lavori rischiosi, duri e difficili e riescono a sorridere. A volte noi non siamo in grado di comprendere la difficoltà che vivono e li critichiamo. Dovremmo avere più coraggio e metterci nei loro panni per capire e scopriremmo che sono spesso esempi e modelli da seguire.

La seconda cosa è che la tecnologia sta davvero cambiando il nostro modo di vivere e di approcciare le cose della vita di tutti i giorni e lo fa sempre più velocemente. Dobbiamo fare lo sforzo di imparare più velocemente, di capire più velocemente e comunicare in modo più efficace.

La terza cosa che ho imparato è che se è vero che il settimo comandamento è non rubare, a maggior ragione vale per un iPad o un iPhone: vi beccano subito!

Enjoy!