Se prima di una gara o una performance assumo una posizione da supereroe miglioro le mie prestazioni?

Secondo una interessante ricerca di Harvard si e io ne sono stato testimone. Sentite che storia incredibile…

Succede a Campobasso.

Seguo la squadra femminile di basket di Bologna e come tifoso affronto l’avventura di una trasferta in terra molisana, con la speranza di compensare la fatica di una avventura in terre lontane con la gioia di una difficilissima vittoria.

Una volta arrivato e vedendo la quantità di persone che 60 minuti prima stanno già urlando nel palazzetto la mia speranza  subisce un duro colpo. Sarà una guerra!

Ma le ragazze questa volta hanno un nuovo superpotere..

Infatti, prima di una delle più importanti gare della lora carriera e di sicuro la più importante della stagione, le cestiste della Basket progresso di Bologna scelgono di provare questa apparentemente bizzarra tecnica mentale per affrontare la sfida con il giusto atteggiamento e la giusta energia, ovvero praticare la “posizione dell’eroe” durante il loro riscaldamento e davanti a tutta quella gente.

Per la verità, tecniche analoghe sono ben note nel mondo dello sport ma considerate sciocche o inutili dai più, ad eccezione, ad esempio, degli All Blacks che nel rugby sono indiscutibilmente la squadra più forte di sempre e non rinunciano mai per nessuna ragione al mondo a performare la Haka, la “danza” Maori, prima di ogni gara.

Ma a Bologna è diverso e il basket femminile figurarsi!

Eppure le ragazze, che oltre che talentuose in campo sono anche interessate, curiose e intelligenti fuori dal campo, scelgono che non si deve trascurare nulla e attuano questa apparentemente bizzarra pratica.

Ovviamente non abbiamo nessun elemento per stabilire quanto questo abbia influito su ciò che è accaduto in campo  ma quello che è successo è una magia: intensità, potenza, determinazione, forza, continuità e legame hanno permesso l’inatteso miracolo.

Veniamo alla cronaca.

La partita che apre le strade alla finale si svolgeva in un palazzetto gremito e contro una delle squadre costruite per vincere, con grandi mezzi economici e un pubblico meraviglioso, potente, entusiasta, variopinto e casinista benché educato e rispettoso.

Timidamente ma con il coraggio che le contraddistingue, le ragazze durante il riscaldamento attuano la loro pratica e si mettono nella posizione dell’eroe come indicato dalla professoressa Amy J. C. Cuddy di Harvard nella sua ricerca.

Sugli spalti quasi nessuno si accorge di nulla. La pratica è semplice e non somiglia alla già citata Haka degli All Blacks ma sembra più un modo per sgranchirsi o fare stretching mentre ci si riscalda.

Agli occhi attenti la pratica non sfugge ma non ci si attribuisce molta attenzione.

Quello che sappiamo è che quella battaglia epica, dura, sfiancante, massacrante viene giocata con una intensità disumana e si conclude con una vittoria di tre punti che spiana la strada alla finale per l’accesso alla massima serie e che si giocherà con la fortissima squadra di Palermo.

Quello che accadrà lo vedremo in campo ma quello che mi porto a casa come lezione è che nessun aspetto può essere mai trascurato e queste ragazze lo hanno dimostrato vincendo contro tutto e contro tutti.

Contro avversarie fortissime, contro le invidie, contro le botte, contro la cattiveria che arriva da fuori e quella che hai in casa, contro le invidie, contro l’insensibilità, contro le menzogne, contro chiunque volesse distruggere la magia di una squadra che non rinuncia a nulla per realizzare il sogno di sentirsi, almeno per un po, una famiglia vera e unita e composta da supereroine.

Io non so quante squadre, in modo autonomo e per scelta che arriva direttamente dallo spogliatoio, hanno davvero il coraggio di praticare cose così forti e bizzarre. Credo che moltissimi nel gruppo scoppierebbero a ridere pensando che sono cazzate e che ci si rende solo ridicoli prima di una partita e davanti al pubblico avversario che ti irride e questo non è bello e non serve.

Poi trovi un gruppo di Donne, che non solo con gambe, tecnica e cuore ma anche con coraggio e intelligenza decidono che sogni grandi hanno bisogno di gambe forti, immenso cuore, dolore e sacrificio, intensità ed entusiasmo ma anche intelligenza e testa.

Le Donne di Bologna, quelle che giocano a Basket, hanno tutto questo… e molto di più.

La Haka delle ragazze del Basket Bologna